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… pensaci tu, io non ne ho più voglia, ho capito che le parole non sono fatti …

A quei tempi chi se lo immaginava un rapporto cosi, ogni giornata sembrava costruita e programmata sapientemente dalle nostre folli menti come se dovessimo mettere in atto un piano criminale chiamato vita.

Io mi destavo da un lungo torpore e lei sapeva già che ero in viaggio verso le sue braccia, poi quei piccoli passi sulla sabbia, sai amica mia a quei tempi non esistevano i cellulari, le fotocamere digitali, e la sfrenata voglia di condividere tutto con il mondo, io stampavo le mie giornate nella mente, e poi come si fa a descrivere quelle forti emozioni provate tra una giornata uggiosa e un giorno di sole, le gare con la mia vecchia macchina che ormai chiedeva solo d’esser rottamata, ma che io spronavo a vivere ancora.

Ricordo ancora oggi quando lei usci dal finestrino della macchina mentre io guidavo, pazza e matta, ecco chi era, ma giorno dopo giorno i suoi occhi mi raccontavano di questa piccola stella senza cielo e alla fine capi come la vita potesse essere cosi cinica dinanzi a cosi tanta gioia.

Mentre pensavo a vivere non mi rendevo conto che qualcuno accanto a me stava per morire, triste storia e archiviata nella mia mente è questa, ripenso ancora a quando appresi per la prima volta la sconvolgente notizia che lei non ci sarebbe stata più accanto a me.

Continua …

Io Voglio Molto di Più

… hai sbagliato di nuovo, io ci sarò sempre, ma non sarà mai più come prima …

Sai oggi non è il massimo per un giorno di racconti, le nuvole grige e poi questo vento tremendo che sembra voler buttare via i miei pensieri.

Amica mia mi dici raccontami, io sono bravo a raccontare le storie sai, ma a volte di storie ne ho viste e vissute cosi tante che a volte storie e vita si son mischiate cosi tante volte che ora come ora, sembra che io abbia vissuto la vita di un artista scrittore e poeta dell’ottocento.

Oggi pensavo a questo e se le avessi detto la verità sin dall’inizio, sai quel giorno la vidi cosi bellina e carina tutta chiusa in se stessa, e cosi arrogante nello stesso tempo che fu come se la freccia di cupido vide il mio cuore per la prima volta, e fu cosi che incominciai a pensare.

Io venivo da altre storie, da altre delusioni, da una vita fatta di eccessi, tra alcool e droga ne avevo viste e vissute di cose, se tu mi avessi visto nel fior dei miei anni, avevo compiuto allora solo diciotto anni, avevo preso la patente e avevo una delle più belle compagnie che si potessero avere in questa piccola e arrida cittadina.

Si usciva in comitiva e si viveva alla giornata a quei tempi, appostarsi per seguire la bella del paese e prendere in giro le ragazzine era il nostro passatempo preferito e poi si dormiva in auto, si ascoltava ottima musica metal e rock e si mangiava e si beveva con mille lire.

Io a quei tempi ero innamorato di questa ragazza bellissima ai miei occhi, troia per gli occhi del paese, ma come dare torto a me stesso, quando anche io venivo visto dalla gente del mio paese come uno poco di buono, sai anche oggi mi chiedo cosa pensa ancora la gente di me, ma poco importa oramai ho imparato che le parole sono come le nuvole viaggiano con il vento e a volte scompaiono per poi ricomparire nere e tempestose.

Era bellissimo passare le mie giornate con lei, quante seghe a scuola gli ho fatto fare, quante notti in bianco passate e quanto mare lungo il mio cammino, poi come al mio solito preso dalla mia paura d’amare l’ho allontanata dalla mia vita come si allontana una zanzara fastidiosa che cerca solo di vivere.

Io ho amato sempre il mare, poi vederlo in tempesta era qualcosa di favoloso per la mia mente, mi sembrava che fossi io a scagliarmi contro le rocce, come faccio da sempre contro la vita, ma poi per un anno decisi di non vederlo più, lei era andata via per sempre, io ero sparito andato via insomma, era iniziato per me il periodo dei grandi cambiamenti.

E’ vero quando si fanno delle  scelte, si rischia di far la scelta sbagliata, ma cazzo quant’è bello sbagliare in questa vita, girare l’angolo e non sapere mai cosa potrai incontrare, sapete gli amici più intimi mi chiamano bastardo, io non ho mai fatto caso a questo termine, perché per me era come un vestito bellissimo da portare, loro sanno cosa faccio e come la penso io nella vita, il rispetto davanti a tutto.

Il rispetto che bello questo termine, ci insegna sin da piccolini cosa si può e cosa non si può perdonare, io ho sempre rispettato chi mi ha rispettato, del resto della gente se ne ricorda solo il vento.

Sai amica mia, la gente perdona facilmente e scorda con altrettanta velocità, io invece no, il buon Dio mi ha fornito di una memoria straordinaria, è come se qualunque cosa mi venga detta io l’archiviassi in automatico nel mio cervello, e cosi è anche con le situazioni, i paesaggi e qualsiasi cosa mi capiti di vivere.

Pregio o una delle peggiori punizioni che si possa dare a una persona, io ancora non l’ho capito, perché a volte mi capita di pensare a come si possa fare per azzerare i miei ricordi, e altre volte mi capita di pensare a cosa che sarei io senza la mia vita fatta di ricordi, straordinari e al quanto sconvolgenti.

Io non riesco a perdonare facilmente chi mi ha fatto del male, ansi, aspetto sapientemente il momento giusto per fargliela pagare, sono un tipo vendicativo io, ma alla fine è la mia natura, l’ho sempre detto io a chi mi stava accanto, mai e poi mai tradire la mia fiducia, mai e poi mai deludermi due volte.

Continua …

Protetto: L’Impulsività

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